sabato 16 aprile 2022

Linux Redhat 8: configurare un indirizzo ip statico.

Sappiamo che di default, Linux Redhat 8 è configurato per utilizzare un DHCP server presente sulla vostra LAN. Di seguito vedremo invece uno dei sistemi utilizzati per configurare un indirizzo IP statico attraverso la riga di comando.

Attenzione: Gli script di rete sono deprecati in Redhat 8 a favore dell'utilizzo di NetworkManager attraverso i comandi nmcli che sarà oggetto invence di un altro post su questo argomento.

Innanzitutto creiamo un file e lo chiameremo ifcfg-enp0s3. La nomenclatura del file è dovuta al fatto che la mia network interface, viene riconosciuta come tale dal sistema che gli assegna quel nome. Ma se fosse stata riconosciuta come eth0 allora il file sarebbe stato ifcfg-eth0. Per vedere come viene denominata la vostra interfaccia di rete, è sufficiente il comando ifconfig o ip a show :

Una volta creato il file, andiamo ad aggiungerci le seguenti righe all'interno:

DEVICE=enp0s3
BOOTPROTO=none
ONBOOT=yes
PREFIX=24
IPADDR=10.0.0.68
GATEWAY=10.0.0.1
DNS1=8.8.8.8

Modificate i parametri DEVICE con il nome della vostra interfaccia di rete, IPADDR con l'indirizzo IP che desiderate assegnare, l'ip del GATEWAY della vostra LAN ed il DNS1 a seconda delle vostre esigenze (nel mio caso ho utilizzato quello di Google). Salviamo e chiudiamo il file. Non resta altro che riavviare i servizi di rete con:

systemctl restart NetworkManager

O

sudo nmcli connection reload

Per startare, stoppare o restartare NetworkManager:

sudo systemctl start NetworkManager

sudo systemctl stop NetworkManager

sudo systemctl restart NetworkManager

systemctl status NetworkManager

That's all FolkS!

giovedì 7 aprile 2022

Linux Redhat: come registrare una VM al servizio Redhat Subscrition Management

In questo articolo/post vi illustro i passi da seguire per attivare il servizio Redhat Subscrition Management. Questo servizio sostanzialmente vi consente di aggiungere software, gestire le sottoscrizioni e consentirvi di ricevere gli update per mantenere aggiornata la vostra distro. Unico requisito richiesto è un account (free) sul sito Redhat. Procediamo...


Operazioni preliminari

giovedì 31 marzo 2022

Linux: installazione e configurazione di Ansible su RHEL 8

Hi guys,
in questo tutorial vedremo come si installa e configura Ansible su una macchina Redhat Enterprise Linux. Per chi non ne sapesse molto di Ansible, ve lo riassumo qui, dicendovi che si tratta di un potentissimo strumento opensource le cui funzionalità vanno dall'automazione e la gestione remota di server sia Linux sia Windows alla gestione di ambienti emulati e cloud tipo AWS, OpenStack, MS Azure, VMware etc. Ad ogni modo di seguito il link a wikipedia come punto di partenza per gli approfondimenti: https://it.wikipedia.org/wiki/Ansible_(software).

martedì 25 gennaio 2022

RetroPie: attivare e configurare il wifi del Raspberry

 Di seguito i passi da seguire per la configurazione dell'interfaccia wifi del Raspberry all'interno della nostra distro Linux per il retro-gaming preferita, ovvero Retropie:



- Dalla dashboard principale selezionare con le frecce da tastiera o da controller, Retropie e cliccate il bottone principale del controller o la lettera "A" da tastiera.

- Dal menu verticale a sx selezioniamo "RASPI-CONFIG"

- Si aprirà la schermata "Raspberry Pi Software Configuration Tool"

- Selezioniamo dapprima "Localization Options" e clicchiamo su Enter

- Configuriamo (ma non è necessario) il Time Zone selezionando la nostra area geografica

- Configuriamo ora "WLAN Country" del menu RASPI-CONFIG e selezioniamo il paese di appartenenza

- Cliccate su "Finish"

- Ora andiamo su "Wifi" dal menu a sx

- Dal menu andiamo prima su "Connect to wifi Network" e selezioniamo la rete wifi a cui collegarsi e la password

- Appena si sarà connesso il wifi comparirano i dati relativi alla connessione (IP/SSID)

- Potete selezionare a questo punto "Exit" e ritornare sulla dashboard di retropie

Tutto qui. Stay Well!

lunedì 10 gennaio 2022

Wordpress: spedizione gratuita su più prodotti in WooCommerce

 In questo tutorial vi spiego com'è facile in Wordpress\WooCommerce impostare una regola (rule) per ottenere un offerta del tipo "Ehi tu, compra più prodotti e la spedizione è gratuita". Seguitemi e vi spiego come!


Il plugin che ci serve si chiama "WooCommerce Advance Free Shipping", di seguito il link:

Dopo averlo installato dall'apposita pagina di Wordpress, andate nel menu WooCommerce e selezionate il tab "Spedizione". Noterete che ora è presente il link "Advance Free Shipping"




Dopo averci cliccato, dovrete flaggare l'opzione "Enable the Advanced Free Shipping rates" per abilitare la nuova regola. Troverete inoltre 2 regole già create, potete modificarle a vostro piacimento oppure crearne una nuova cliccando sul link "Add Free Shipping rate".
A questo punto vi ritroverete nella schermata che vi darà la possibilità di aggiungere la condizione da soddisfare per permettere la spedizione gratutita. Nel nostro caso specificheremo che la quantità di prodotti nel carrello deve essere maggiore o uguale a 3.


Salvate tutto e il gioco è fatto! Non vi dimenticate di testare ;)

martedì 28 dicembre 2021

MacOSX: creazione di un alias ip con ifconfig

In certe situazioni tipo: configurazione di una nuova periferica di rete, accesso ad un PC che ha un indirizzo ip differente dal vostro etc., sappiate che potete aggiungere un ip secondario (ma anche più di uno volendo) alla vostra scheda di rete senza modificare l'attuale configurazione e fare un macello. Come? Continuate a leggere.


La soluzione è: creare un ip alias! Olè! Aprite il terminale e digitate il seguente comando (dovete essere root/admin):

sudo ifconfig en0 alias 10.0.0.2 255.0.0.0



Con il comando sopra riportato in pratica vado ad aggiungere alla mia interfaccia di rete (en0) l'ip 10.0.0.2 con subnet 255.0.0.0. Per rimuoverlo invece digitate quanto segue:

sudo ifconfig en0 -alias 10.0.0.2

Semplice no? :)

giovedì 9 dicembre 2021

RetroPie: customizzare lo splashscreen degli emulatori

Oggi vediamo come customizzare lo splashscreen degli emulatori che di default si presenta sotto forma testuale in puro stile Unix Like, con degli splah grafici molto carini messi a disposizione della Community, tipo questi di seguito!


Per prima cosa bisgna disabilitare il "Launch menu art". Procedete uscendo da Emustation e da terminale lanciart lo script di setup di RetroPie come di seguito:

./RetroPie-Setup/retropie_setup.sh


lunedì 6 dicembre 2021

Retropie: restart di Emulationstation

Se per caso vi state chiedendo come far ripartire Emustation, il front-end grafico di retropie, perchè accidentalmente siete usciti dalla GUI o per qualunque altro motivo o cosa abbiate fatto, di seguito il comando:


 

sudo systemctl restart autologin@tty1.service

Questo comando non fa altro che restartare Emulationstation sul terminale tty1, che sarebbe poi quello di default che parte in autologin con l'utente PI. Per cui sia che vi trovate in una sessione remota ssh sia che abbiate disponibile una tastiera collegata al PI, potrete far ripartire la GUI di Emultionstation.

L'autologin non fa altro che startare una shell bash che richiama /etc/profile.d/10-retropie.sh.

That's all!

venerdì 29 ottobre 2021

Retropie: installazione della distro Raspberry per il retro gaming.

Per questa installazione ho usato un sistema Raspberry PI Model 3 B+ con una scheda micro ssd. Consiglio pratico per non avere problemi e perdite di tempo: utilizzate direttamente una Sandisk. Ora ne sto utilizzando una da 32Gb. Precedentemente avevo provato una nuovissima Kingstone da 64 Gb che però ha dato continui problemi di file system corrotto in fase di utilizzo.

Basta scaricare dal sito Raspberry l'ultima versione del Raspberry PI Imager, un comodo tool disponibile per le principali piattaforme, che vi consentirà di installare sulla vostra micro sd l'ultima versione di Retropie, la distro Raspberry ottimizzata per il Gaming e gli emulatori.


Di seguito gli screenshot con i vari passaggi veramente semplici:

1) Scaricate ed eseguite il tool dal sito Raspberry: https://www.raspberrypi.com/software/

Scegliere la versione di Retropie che desiderate installare in base al vostro hardware:


Selezionate il dispositivo su cui flashare l'immagine:



Occhio a non sbagliare device:


Et voilà il gioco è fatto. Inserite la micro nel vostro Raspberry e fate partire il sistema. All'avvio chiederà di configurare un controller (tastiera o pad o joystick). Io per ora sto utilizzando la tastiera per la quale basta seguire le istruzioni per configurarla. Buon retro gaming!
Ciao!


sabato 23 ottobre 2021

Retropie: abilitare SSH all'avvio

A partire dalla versione 4.2 di Retropie ( la distro ufficiale di Raspberry dedicata al retro-gaming ) per garantire una maggiore sicurezza, è stato disabilitato il servizio SSH sulla porta 22. Per cui sarà impossibile collegarsi da remoto sul vostro PI fino a quando non attiverete il suddetto servizio.

La procedura di seguito è possibile solo se avete un accesso diretto dalla console di Retropie e una tastiera usb collegata, perchè si tratta di digitare 3 semplici comandi:

  1. cd /boot
  2. sudo touch ssh
  3. sudo reboot now
Semplice no? Al riavvio successivo finalmente sarà possibile collegarvi in SSH sul vostro PI.
Per gli altri metodi vi rimando al sito della documentazione ufficiale.

domenica 6 giugno 2021

Linux: come creare un unico file video a partire da tante clip usando ffmpeg

Problema: come creare un unico file video a partire da tante clip video direttamente da terminale?

La soluzione che ho trovato utilizza ffmpeg, un software opensource per l'encoding/decondig dei video. Sicuramente ce ne saranno tante altre, magari segnalatemele nei commenti.

Ok procediamo. Prima cosa installiamo ffmpeg:

sudo apt install ffmpeg

Con il comando find faccio una ricerca dei files video a partire da un path (nel mio caso, "home/video/gump/") e redirigo l'output nel file myfile.txt

sudo find /home/gump/Videos/ -name *.mp4 -print >/home/gump/myfile.txt   sed -i -e 's/^/file /' myfile.txt                     


Con il comando sed, aggiungo all'inizio di ogni riga del file myfile.txt la stringa di "file " (spazio incluso). 

sed -i -e 's/^/file /' myfile.txt                     


A questo punto posso dare il file in pasto a ffmpeg che creerà un unico file video output.mp4, audio incluso.

sudo ffmpeg -f concat -safe 0 -i myfile.txt -c copy output.mp4


Et voilà, il gioco è fatto. Ciao!

https://it.wikipedia.org/wiki/FFmpeg
https://ffmpeg.org/

venerdì 4 giugno 2021

Come cancellare la cache del browser Chrome su Mac

 La cache del browser serve a memorizzare i dati dei siti che visitate piu di frequente, in modo da velocizzare la navigazione dei medesimi ogni volta che poi lo visitate.

E' una figata direte! Si lo è, ma in realtà a volte questa cosa puo generare problemi soprattutto dei rallentamenti poiché con il tempo tende ad assumere dimensioni considerevoli.

Bando alla ciance; di seguito, uno dei vari sistemi utilizzati:

  1.  Clicca su "Chrome" nel menu principale.
  2.  Seleziona "Cancella dati di navigazione..."
  3. Si aprirà la pagina delle impostazioni con il popup Cancella dati di navigazione...". Spuntate tutte e tre le caselline per fare una bella pulizia come nello screenshot di seguito.



giovedì 3 giugno 2021

Cambiare la password di VNC Server su Linux

 Per aggiornare o cambiare la tua password di VNC si puo usare il comando vncpasswd . Il comando vncpasswd appena viene eseguito chiede la nuova password e la conferma:

$ vncpasswd
Password:
Verify:

Il comando vncpasswd accetta anche la password in input dallo STDIN che consente di conservarla in due location differenti. Per esempio, il seguente comando oltre a cambiare la password di VNC server, la memorizzerà anche all'interno del file ~/.secret/vncpass ammesso che esista:

$ echo MYVNCPASSWORD | vncpasswd -f > ~/.secret/passvnc

giovedì 20 agosto 2020

Un editor di testo Open Source: Brackets

Un editor di testo open source ottimizzato soprattutto per la programmazione web. Grazie al supporto per i vari linguaggi, alle live preview e ai numerosi plugin installabili gratuitamente, Brackets è un ottimo software per developer.


Sviluppato da Adobe, è un progetto open source e completamente gratuito. Visita il sito ufficiale per il download: http://brackets.io/

mercoledì 19 agosto 2020

Come disabilitare il directory browsing su Apache?

Per disattivare il "Directory Browsing" su Apache2, ovvero la possibilità di visualizzare il contenuto di directory e subdirectory di un sito web tramite browser, ci sono 2 opzioni di seguito descritte.


Il motivo per disabilitare questa opzione principalmente è legato alla sicurezza del vostro server e del vostro sito web. Con il directory browsing abilitato, chiunque potrebbe visualizzare il contenuto (qualunque tipo di file) di una directory pubblicata sotto apache in mancanza di un file index.php o index.html.

Per ovviare a questo inconveniente vi propongo due soluzioni:

- tramite file .htaccess

- tramite modifica file di configurazione di Apache

Soluzione 1

Creare un file .htaccess all'interno della web root del vostro sito web e inseriteci la seguente riga:

Option -Indexes

Soluzione 2

Modificate direttamente il file di configurazione di Apache (nel mio caso) apache2.conf. come di seguito:

<Directory /var/www/>

        #Options Indexes FollowSymLinks

        Options FollowSymLinks

</Directory>

In pratica ho commentato e riscritto senza commento la riga evidenziata. Non vi dimenticate di restartare Apache dopo la modifica:

sudo systemctl restart apache2


giovedì 23 luglio 2020

Recuperare gli account FTP di Filezilla senza export su OSX.

Se dovesse capitarvi di dover ripristinare gli account ftp di Filezilla presenti su un disco di backup sotto OSX (ma anche una chiavetta usb, share di rete etc.), e di non disporre dell'export in xml del Gestore Siti, di seguito trovate un semplice trucco.



Copiare i file presenti nella directory nascosta ~/.filezilla o ~/.config/filezilla (il percorso può cambiare a seconda della versione di OSX che avete), presente sotto il vostro profilo utente, della nuova installazione.

Incollarli nello stesso path della vostra nuova installazione di Filezilla/OSX. Se non è presente la directory, createvela da soli.

giovedì 7 maggio 2020

Wordpress: Resettare la password di admin (non avendo accesso alla mail)

Può capitare, come nel mio caso, che avete installato localmente Wordpress e che per il "solito motivo" non vi ricordate più la password di admin ed ovviamente non avete configurato un server di posta locale per l'invio della mail per il recupero.

Il metodo consiste nel cambiare la password direttamente nel DB di Wordpress attraverso il tool PhpMyadmin, la cui installazione tratteremo in un altro post. Per ora diamo per scontato che già l'abbiate installato.
Una volta effettuato l'accesso, selezionate il DB di Wordpress dal menu a sinistra (di default wp_wordpress) è posizionatevi sulla tabella wp_users. Visualizzate il contenuto cliccando su "Mostra" ed andiamo a modificare l'utente admin cliccando sulla matitina.


A questo punto possiamo andare a modificare il valore della riga "user_pass" con la password nuova che vogliamo impostare ed assicuriamoci di aver selezionato dal menu a tendina "Funzioni" la voce "MD5". Una volta impostata la nuova pass non ci resta altro che cliccare su esegui et voilà il gioco è fatto.

giovedì 23 aprile 2020

Wordpress: come correggere l'errore “link you followed has expired” velocemente.

Ciao, se per caso dovreste imbattervi nell'errore “link you followed has expired” non spaventatevi perchè è abbastanza comune, soprattutto se state cercando di caricare temi o plugins superiori al limite predefinito nel file PHP.ini per cui basta modificare quest'ultimo incrementando i valori per questi limiti di upload.


Ovviamente ci sono varie soluzioni, quella che descriverò in questo post è la più veloce a mio avviso e si adatta a tutti gli ambienti . L'unico "contro" è che dovete poter accedere al file di configurazione PHP.ini o tramite una shell o tramite il pannello di controllo messo a disposizione dal vostro hosting.
Il file da modificare PHP.ini si trova generalmente nella cartella /etc/php/, se non lo trovate e avete accesso alla CLI usate il comando:


locate php.ini
oppure


php -i | grep "Loaded Configuration File"
Una volta trovato il path del nostro file, modificatelo con il vostro editor preferito (vi o nano) utilizzando questi parametri :

upload_max_filesize = 64M
post_max_size = 64M
max_execution_time = 300

Ovviamente potete anche impostarli a dei valori superiori ma meglio non rischiare, questo genere di impostazioni impatta un po su tutta la sicurezza del sistema. Tutto qui, semplice no? Salvate il file, riavviate Apache e riprovate a caricare il vostro tema.
Ciao!


sabato 18 aprile 2020

Come configurare Apache per utilizzare pagine di errore personalizzate.

Apache è il server web più utilizzato al mondo per tutta una serie di motivi tra cui spicca sicuramente anche la flessibilità. Può capitare che se siete sviluppatori, web designer, curiosi o altro abbiate l'esigenza di personalizzare ogni aspetto delle pagine del vistro sito web, comprese le pagine di errore.


Per associare ad ogni tipo di errore del nostro web server Apache una pagina personalizzata, possiamo utilizzare la direttiva "ErrorDocument" all'interno del file di configurazione dell'host, nel mio caso /etc/apache2/sites-enabled/default-ssl.conf perché utilizzo solo https, altrimenti avrei editato il file 000-default.conf, nel seguente modo:

<VirtualHost _default_:443>

    ServerAdmin webmaster@localhost
    DocumentRoot /var/www/html

    ErrorLog ${APACHE_LOG_DIR}/error.log
    CustomLog ${APACHE_LOG_DIR}/access.log combined

    ErrorDocument 404 /custom_404.html
    ErrorDocument 500 /custom_50x.html
    ErrorDocument 502 /custom_50x.html
    ErrorDocument 503 /custom_50x.html
    ErrorDocument 504 /custom_50x.html

</VirtualHost>

Come potete vedere la struttura è la seguente: Direttiva (ErrorDocument), Tipo di errore (404 etc..), Path alla pagina custom (/custom_404.html etc..), questo comporta che ogni qualvolta si verificherà uno specifico errore, verranno restituite la vostre paginae personalizzate che in questo caso si trovano nella root del server web. Ovviamente sono file .html per cui potete dare ampio spazio alla vostra fantasia, ma fate sempre attenzione alla sicurezza soprattutto se avete in mente di utilizzare script e robe varie.

Testiamo la nuova configurazione con il comando:

sudo apache2ctl configtest

e non ci dimentichiamo di riavviare Apache con il comando:

sudo systemctl restart apache2.

Non ci resta che testare il tutto simulando pagine inesistenti attraverso il browser con un url tipo questa:

http://localhost/jshgjkhdg

Chest'è! (That's all)